XII ED. FESTIVAL SCRITTO MISTO DI LIBRI E MUSICA – 11 LUGLIO- 2 AGOSTO 2026- PEROSA ARGENTINA- FENESTRELLE E USSEAUX

Il tema della XII ed. del Festival letterario SCRITTO MISTO DI LIBRI E MUSICA è UMANO/DISUMANO- A BREVE IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

Il contesto geopolitco internazionale nel quale versiamo, mette a dura prova il nostro comune senso di umanità davanti all’orrore, alle tragedie , ai bombardamenti, appare più semplice il farci trascinare dalla disumanità imperversante, che risponde al male del mondo, alla non negoziazione, alla cessazione di ogni forma di dialogo , ma poi che succede , quali sono le conseguenze totali e universali di questa misura del pensiero e del sentire? Cosa rimane di noi con noi stessi?

Eppure le radici della nostra umanità affondano in un terreno antico, condiviso, quasi invisibile ma sempre presente. È lì che nasce quel senso comune che ci accomuna gli uni agli altri, una trama sottile fatta di empatia, bisogno di appartenenza, desiderio di riconoscimento.

Questo patrimonio non è nato ieri: attraversa i secoli, si nutre delle grandi tradizioni spirituali e religiose e laiche, e continua a trasformarsi dentro le nostre coscienze.

Le religioni, pur nelle loro differenze, hanno cercato di dare una forma a questo sentire profondo. Hanno parlato di giustizia, di compassione, di dignità della vita. Hanno insegnato che l’altro non è un estraneo, ma uno specchio in cui riconoscersi.

Eppure, nel tempo, questi stessi principi sono stati rimescolati, reinterpretati, talvolta persino distorti, fino a diventare strumenti di potere o giustificazione di divisioni, di conflitti e di guerre.

Il confine tra umano e disumano, allora, si è fatto più incerto e meno definito e l’uomo ha dovuto attrezzarsi per comprendere sé stesso.
Viviamo in una società che appare organizzata, regolata da leggi, diritti e sistemi complessi. Una società che si definisce civile, avanzata, capace di garantire libertà e umanità. Ma sotto questa superficie ordinata affiorano continuamente crepe profonde.

La cronaca quotidiana ci mette di fronte ad atti di violenza inaudita, gesti che sembrano negare ogni principio di umanità. Sono momenti in cui ci chiediamo cosa significhi davvero essere umani, e se quel patrimonio comune di valori sia ancora vivo o stia lentamente svanendo, quasi una resa della speranza.

Eppure, proprio nelle situazioni più difficili, emergono anche segnali opposti. Realtà apparentemente disumanizzanti — contesti di guerra, povertà, emarginazione — diventano talvolta il luogo in cui germoglia qualcosa di inatteso. Figli nati sotto i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, espedienti per sopravvivere nei lager, gesti eroici in cui sono state salvate vite umane con atti di coraggio e di resistenza silenziosi

È lì che si rivela una forza primordiale: la volontà di sopravvivere, non solo per sé stessi, ma per il bene comune.
Questa tensione tra umano e disumano non è qualcosa di esterno a noi, ma ci attraversa profondamente, e ci accompagna tutta la nostra vita. È una linea sottile che passa dentro ogni individuo, nelle scelte quotidiane, nei piccoli gesti spesso invisibili.

Essere umani non significa essere perfetti, ma riconoscere questa fragilità e scegliere, ogni volta, da che parte stare. Perché dobbiamo abitare una parte , dobbiamo avere uno sguardo di coerenza con il nostro cuore per riconoscerci nella nostra vita.

Forse la vera difficoltà del nostro tempo è proprio questa: non perdere il contatto con quelle radici non lasciarci trascinare dall’odio, ma reinterpretare i valori dell’umanità nel nostro presente. Dare nuovo significato a parole come giustizia, dignità, libertà.

Ricordarci che, al di là delle differenze, esiste un terreno comune che ci unisce che è la pace portatrice ancora di un sistema di valori in cui l’amore è la sua fonte.