27 GIUGNO ORE 17 INAUGURAZIOANE MOSTRA “LE TRACCE DEL LUPO” – FENESTRELLE

Dal 27 giugno al 30 agosto 2026 si terrà la mostra dedicata al Lupo, LE TRACCE DEL LUPO che sarà INAUGURATA ALLE ORE 17 DEL 27 GIUGNO via Umberto I, 100 centro storico di Fenestrelle. 

 Testi e fotografie sono di Davide Rosso e i disegni ed illustrazioni di Manuela Rosso

Nel tempo narrare il lupo e gli animali è stato uno dei modi per gli uomini e per le donne per raccontare se stessi, il loro rapporto con la natura, per parlare della civiltà e del selvaggio. Leggere del lupo sui documenti del 500 o dell’800 talvolta è come guardare a qualcuno che ci spiega chi siamo, esseri razionali ma anche selvaggi, con il buono e il cattivo dell’essere umano riversato sull’animale che ne prende le fattezze caratteriali. Anche se nella realtà, come dice il semiologo Jurij Lotman l’uomo spesso vede gli animali come selvaggi ma per questi l’essere umano è qualcuno di cui non fidarsi perché infido più che razionale.

La mostra “Le tracce del lupo” curata dalla Fondazione Centro culturale valdese che sarà esposta a Fenestrelle dal 27 giugno al 30 agosto in via Umberto I negli uffici turistici, e il volume che l’accompagna che uscirà nello stesso periodo edito da Laredit, prova a ripercorrere queste storie che ci arrivano dai secoli passati e ci raccontano le valli del Pinerolese e quelle confinanti al di là delle Alpi del Queyras.

Storie che vanno dalla narrazioni dei racconti folclorici ai racconti giornalistici di inizio 900 che raccontano l’uccisione “dell’ultimo lupo”, passando per i resoconti scientifici e i diari dei testimoni del 700 e dell’800.

Raccontare però significa anche, e soprattutto, far vedere con le parole e con le immagini, ed è per questo che a fianco dei racconti troverete i disegni e le illustrazioni dei lupi realizzate da Manuela Rosso e le fotografie di Davide Rosso che restituiscono i contesti in cui i fatti raccontati si sono svolti, o si è immaginato nel tempo che si siano svolti.

Un raccontare per immagini e per parole che segue peraltro il modo di narrare di un tempo e che restituisce spaccati di vita valligiana dei secoli passati e anche e soprattutto lo sguardo sulla natura o sulla immaginazione dell’epoca.