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Sistema museale valdese

Museo di Rodoretto (Prali)


Finalizzato a documentare la vita di una comunità in montagna, l’attuale allestimento ha di mira la ricostruzione di veri e propri ambienti di vita del passato, arredati in modo che diano l’impressione di essere tuttora abitati.
Utilizzando i tre piani dell’edificio il museo cerca, suddividendosi in diversi livelli, di fornire un’immagine di alcuni aspetti della realtà alpina.
Nel seminterrato  trovano posto la stalla e la cantina, come in ogni casa di montagna.
A pianterreno, nei locali che erano un tempo adibiti a scuola, si trova raccolto il materiale che forniva la base delle lavorazioni artigianali: oggetti di falegnameria, attrezzi per l’abbattimento ed il taglio di piante e tronchi, strumenti da ciabattino e muratore, svariati mezzi di trasporto.
Gli ambienti veri e propri sono allestiti al primo piano. Si tratta di quattro unità: una cucina, una camera da letto, una piccola stanza da lavoro e un’aula scolastica.
L’impostazione di questo piccolo museo è dunque quella ormai classica del museo etnografico: raccolta di materiale del vivere quotidiano; non a caso si intitola la casa dei nostri nonni. Mentre questo è relativamente agevole da realizzare per una casa di abitazione, in cui i locali hanno una destinazione precisa, qui avendo lo stabile in origine una diversa funzione, quella di scuola, l’allestimento ha richiesto maggior creatività.


Origini del museo.

Le vicende di questo museo hanno un percorso analogo a quello di molti altri dell’area. All’origine sta l’iniziativa di effettuare una raccolta di materiale che documenti la vita di un tempo; ne è promotrice nel 1973 un’insegnante di Rodoretto, Elena Breusa, a cui la popolazione risponde con grande sollecitudine fornendo oggetti e documenti. Il materiale viene esposto nella scuola valdese locale.
La seconda fase si ha ad opera del maestro Enzo Tron, oriundo del luogo, che a lungo fu l’anima del museo e la sua guida; nel 1981 la prima esposizione assume il carattere di un piccolo museo; con il contributo finanziario della Regione Piemonte sono rese agibili anche tre stanze del piano superiore ampliando così gli spazi espositivi.
Vi fu una terza fase negli anni 2000, quando un gruppo di abitanti si riunì in associazione per curarne la gestione e rinnovare l’allestimento. In questa sua terza fase storica il museo è stato riaperto al pubblico nel luglio 2005.

ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile parcheggiare all’ingresso della borgata di Rodoretto.
Bus privati: mezzi lunghi fino a 10m transitano sulla strada fino all’ingresso della borgata; mezzi fino a 12m transitano fino al bivio per Rodoretto; si prosegue a piedi per 25 minuti.
Treno e autobus pubblici: bus di linea da Torino a Prali, con fermata al bivio per Rodoretto.

ACCESSO PER PERSONE A MOBILITA' RIDOTTA
No.

NUMERO LOCALI: 6

RISTORO E PERNOTTAMENTO
Possibilità di ristoro a Rodoretto e a Fontane, pernottamento a Prali; www.rodoretto.org

APERTURA
Il museo è aperto tutto l’anno su richiesta, salvo abbondanti nevicate, con aperture fisse nel periodo estivo.

VISITA
L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma.
Per visite guidate rivolgersi al Centro culturale valdese ufficio "il barba"

ALTRE INFORMAZIONI:www.rodoretto.org