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Sistema museale valdese

Museo della Balsiglia (Massello)


Il materiale esposto nel  locale a piano  terra, in quella che fu l’aula scolastica, rievoca uno degli episodi più noti della vicenda valdese. Nel maggio del 1690, i mille valdesi rientrati l’anno precedente, dopo tre anni di esilio, con l’epica marcia del "Glorioso Rimpatrio", subiscono un lungo assedio sulle alture del Pan di Zucchero. Dopo tre giorni di bombardamento da parte delle truppe franco-sabaude, quando sembrano ormai perduti, riescono ad evadere riprendendo la lotta conclusasi poco dopo con la pace.
Questo momento epico drammatico ha sempre suscitato interesse, partecipazione e fantasia, e prodotto una vasta letteratura nella comunità valdese. Viene qui rievocato dal pittore Paschetto a tre livelli: informativo fornendo dati numerici e grafici su ampi pannelli a muro, illustrativo con una serie di immagini sottostanti che presentano i luoghi, usando la tecnica di lastre fotografiche illuminate da retro, e documentario, nelle vetrine sottostanti.
Al centro del locale un plastico di Arturo Monnet favorisce la comprensione  dei fatti con una lettura visiva dei luoghi.
Alle finestre le vetrate del pittore Vincenzo Taccia evocano alcuni dei principali personaggi del periodo: il pastore Henri Arnaud, il capitano Tron Poulat e Giosuè Gianavello.
La visita alla Balsiglia e al piccolo museo suscita interesse perché proietta una vicenda locale in una dimensione europea, ma il suo fascino maggiore è dato dal paesaggio. La visita ai luoghi dell’assedio, come indicato nel cartello posto all’esterno, è oggi parzialmente possibile: risalendo di poco la mulattiera si può permettere alla fantasia di ridare vita a questo sperone di roccia slanciato verso il cielo.

Origini del museo.

Nel 1889, nel quadro delle celebrazioni legate al bicentenario del “Glorioso Rimpatrio”, si tenne alla Balsiglia una grande manifestazione. In quella occasione venne inaugurata la “scuola museo”, nuovo edificio scolastico della borgata ma anche monumento a  ricordo della vicenda  di cui il villaggio era stato teatro.
Quando nel 1939 si commemorò nuovamente il Rimpatrio, la scuola risultava ormai chiusa da tempo; parve  dunque naturale riprendere e potenziare il secondo carattere, quello “museale” dello stabile.
Il compito di allestire un piccolo museo documentario venne affidato al pittore Paolo Paschetto, impegnato in quel periodo nell’allestimento del museo di Torre Pellice, coadiuvato dallo storico Arturo Pascal.
Nel 1989, si procedette ad un restauro ma venne mantenuto inalterato l’allestimento del ’39. Questo fatto conferisce alla visita un ulteriore motivo di interesse perché fornisce una immagine di quale fosse allora sia l’approccio storico sia il linguaggio grafico. Un museo documento di arte museale.

ACCESSO E SERVIZI

Auto: è possibile parcheggiare nei pressi del museo.
Bus privati: mezzi lunghi fino a 12m transitano sulla strada fino a Massello e parcheggiare nel piazzale della Pro Loco. A piedi il restante percorso, per circa 50 minuti.
Treno e autobus pubblici: bus di linea fino a Perrero, sulla tratta Torino – Prali.

ACCESSO PER PERSONE A MOBILITA' RIDOTTA
No.

NUMERO LOCALI: 1

RISTORO E PERNOTTAMENTO
Possibilità presso la località Mulino di Massello. Nei mesi estivi, possibilità di pernottamento presso il posto tappa GTA alla Balsiglia.(www.comune.massello.to.it)

APERTURA
Il museo è aperto tutto l’anno su richiesta, salvo abbondanti nevicate, con aperture fisse nel periodo estivo.

VISITA
L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma.
Per visite guidate rivolgersi al Centro culturale valdese ufficio "il barba"