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Sistema museale valdese

Gianavella (Luserna San Giovanni)


Nel mondo della memoria valdese la Gianavella ha una sua fisionomia particolare. Non è infatti legata ad avvenimenti eccezionali (come Sibaud e la Balziglia), a decisioni religiose della comunità valdese (il tempio del Ciabas) o alla sua cultura (le scuole); ma al ricordo di un uomo: Giosuè Gianavello, il contadino che, nella tragica vicenda del 1655, quando truppe francesi e sabaude tentarono di eliminare la presenza valdese con la violenza, fu a capo della resistenza che condusse alla tregua. Uomo dalla coscienza libera, dalla fede assoluta, dalla vita cristiana vissuta, è senza dubbio il personaggio più ricordato e con maggior partecipazione per il carattere della sua vicenda, fra eroismo personale ed epica collettiva. Le sue Istruzioni sono non solo il primo manuale di guerriglia europeo ma testo di grande fascino.
La piccola mostra, ospitata al piano terra della casa, offre la documentazione necessaria a situare il personaggio nella storia.
Sei pannelli a muro forniscono i dati essenziali. I primi due narrano la vicenda valdese fino al 1600, il terzo ne delinea la figura (le origini familiari, i primi 38 anni di vita contadina, il ruolo di comandante, il radicamento nella fede) e gli ultimi tre illustrano in modo dettagliato le vicende di cui fu protagonista: dapprima l’organizzazione della resistenza nella tragica vicenda delle Pasque piemontesi, quindi l’infausta “guerra dei banditi”, che seguì la messa al bando sua e dei suoi uomini, infine l’esilio a Ginevra.  
Il visitatore dovrà però aggiungere del suo per penetrare nel mondo di Gianavello, passeggiando nei dintorni, immaginandolo nelle sue vigne o di vedetta con la sua banda sulle alture del Bric dei banditi.


Origine del luogo.

I due edifici della Gianavella (superiore e inferiore) prendono nome dalla famiglia Janavel che li abitò nel XVII secolo, in particolare da Giosué (1617-1690), personaggio di primo piano nelle drammatiche vicende che segnarono la comunità valdese in quel secolo. A capo della resistenza, messo al bando, i beni alienati e venduti a contadini cattolici, la sua residenza, la Gianavella, fu a lungo cancellata dal patrimonio di memoria valdese.
La Società di Studi Valdesi acquistò un piccolo vano a pianoterra della casa inferiore, dove è scavato nella roccia viva un cunicolo che, stando alla leggenda, serviva da nascondiglio al nostro personaggio.
Per molti anni fu questo il luogo di memoria che ricordava, con alcuni pannelli, la tragedia del 1655 finché  nel 1960 tutta la proprietà venne acquistata dalla Tavola Valdese. Il complesso degli edifici, adeguatamente ristrutturato nel 2006, è attualmente una casa per ferie.
Il locale dove si trova la grotta è stato mantenuto  il suo carattere  originario di luogo di memoria.

cartina Val Pellice

ACCESSO E SERVIZI
Auto: parcheggio limitato a poche auto presso la Gianavella Inferiore.
Bus privati: mezzi lunghi fino a 12m transitano sulla strada per Rorà fino al bivio per la Gianavella. A piedi per il restante tratto, circa 30 minuti.

Treno e bus pubblici: treno o autobus fino a Luserna San Giovanni.

ACCESSO PER PERSONE A MOBILITA' RIDOTTA
Difficoltosa.

NUMERO LOCALI: 1

RISTORO E PERNOTTAMENTO
Possibilità di ristoro a Luserna San Giovanni o a Rorà.
Possibilità di pernottamento presso la Gianavella. www.valpellice.to.it; www.lagianavella.com

APERTURA
Il sito è visitabile tutto l’anno, salvo abbondanti nevicate.

VISITA
L’ingresso è ad offerta per la visita autonoma.
Per visite guidate rivolgersi al Centro culturale valdese ufficio "il barba"